Perché MontessoriInPratca

Siamo un gruppo di educatori, insegnanti, psicologhe, genitori...
... siamo coscienti che Montessori è uno stile di vita, un guardare gli altri, ma sopratutto i bambini con fiducia ...

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Alcune iniziative per avvicinare educatori ed insegnanti al Montessori ...

I NOSTRI CORSI MONTESSORI

 

 

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  • CORSO MONTESSORI PER EDUCATORI - 24 marzo 2017

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  • APPROCCIO MONTESSORI PER LO SVILUPPO DELLA MENTE MATEMATICA - inizio: merc. 16 novembre 2016
    Prossimo corso ottobre 2017

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  • APPROCCIO MONTESSORI SCRITTURA E LETTURA
  • - inizio giovedì 24 novembre 2016
  • Prossimo corso novembre 2017

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  • APPROCCIO MONTESSORI ALLA CURA DELL'AMBIENTE E AL MATERIALE SENSORIALE - primo livello
  • Prossimo corso ottobre 2017

  nota informativa

  • LA BOTANICA ATTRAVERSO L'ORGANIZZAZIONE DEL TAVOLO DELLA NATURA - marzo 2016

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  • CORSO MONTESSORI PER BABY SITTER

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LE NOSTRE ASSISTENZE TECNICHE

  • in una scuola già funzionante
  • in un progetto per aprire una nuova scuola

 ... perché tante sono le occasioni in cui anche un piccolo aiuto di un esperto può essere l'avvio per modificare in positivo situazioni problematiche ...

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LA SCUOLA E LA FAMIGLIA SI INCONTRANO SUI TEMI FORTI

Per approfondire le vostre conoscenze sul bambino proponiamo incontri formativi a tema aperti ai genitori, educatori, insegnanti ...

Prendiamo ad esempio l'aggressività: non è un problema comune? Come affrontarlo in senso montessoriano? Quali soluzioni proporre?

 a breve i nuovi titoli e le nuove date

Mondo Montessori

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Il tavolo della natura - I "rinforzi"

Non basta preparare l’ambiente.

Non è sufficiente preparare, nel nostro caso, un tavolo della natura interessante e funzionale.

Dopo il primo momento di entusiasmo, l’interesse può decadere, anche perché i bambini di oggi, distratti da tanti stimoli, sono portati a “dimenticare” rapidamente.

Soprattutto i primi tempi, e in particolare per una proposta nuova come può essere il tavolo della natura, è necessario avere “cura” di mantenere vivo l’interesse del gruppo affinché cresca, si rinforzi e “attecchisca” bene… e nel nostro caso, il paragone con una pianta mi sembra proprio adeguato!

Infatti, quando trapianti una piantina nel terreno è necessario curarla in modo particolare, regolare l’esposizione al sole, non lasciarla senza acqua… almeno fino a quando le sue radici non si attivano e incominciano a prendere possesso del terreno.

Anche con i bambini, quando si propone una nuova attività, serve aiutare lo sviluppo dell’interesse attraverso delle piccole strategie che chiamo “i rinforzi”. Nulla di eclatante, ma piccole attenzioni che diventano importanti anche perché, se ripetute con una certa sistematicità, diventano un “patrimonio” della classe.

Sono tre i rinforzi che uso con maggiore frequenza e regolarità.

Un nuovo arrivo

Quando il bambino porta a scuola qualcosa che secondo lui può essere messo sul tavolo della natura io lo accolgo con gioia e lo ringrazio con parole semplici.

Prendo fra le mani quello che ha portato, lo osserviamo insieme attentamente, poi decidiamo dove posarlo.

Quasi sempre, altri bambini si avvicinano incuriositi per vedere cosa ha portato il compagno e spontaneamente esprimono osservazioni e considerazioni. Spesso sono solo poche parole, ma io sono attenta a coglierle, a volte anche a “tradurle” per favorire altri interventi, altre osservazioni.

Sono occasioni preziose, anche se durano pochi minuti, in cui ho modo di rinforzare l’interesse e far emergere i loro “saperi” e convinzioni.

Questo “rinforzo” è diventato un piccolo rito che si svolge la mattina all’entrata oppure alle 11 (quando ho il turno di pomeriggio e arrivo a metà mattina); i bambini non mancano mai di mostrarmi quello che hanno portato per il piacere di condividere con me la loro soddisfazione e rendermi partecipe delle nuove scoperte: così il tavolo della natura prende sempre più vita e si fa laboratorio attivo da parte dei bambini.

Il circolo intorno al tappeto

Un altro modo per inserire dei “rinforzi” verso l’interesse nei confronti degli elementi naturali è quello di utilizzare il momento della conversazione intorno al tappeto; è l’occasione per portare l’attenzione di tutti i bambini, tranquillamente seduti in circolo sulle loro seggioline, su nuovi materiali che qualcuno di loro ha portato.

Facendo così riesco a coinvolgere tutti, anche i bimbi arrivati dopo o quelli che non si sono inizialmente interessati. Soprattutto spero di suscitare curiosità in quei bambini che sembrano essere “assenti” rispetto a ciò che avviene intorno a loro. In ogni gruppo c’è sempre qualche bambino che impiega più tempo ad uscire dal suo “bozzolo” per poi rivelarsi inaspettatamente ricco di tante capacità.

A volte introduco l’argomento molto direttamente con delle domande: “Ma vi siete accorti cosa c’è di nuovo? Avete visto cosa ha portato il vostro compagno?”

In questo modo l’attenzione si dirige verso il tavolo della natura e tutti si alzano dal tappeto, spinti finalmente dalla curiosità, per andare a vedere cosa c'è.

Immancabilmente, il giorno seguente, (dopo che ho coinvolto il gruppo nella conversazione intorno al tappeto) più di un bambino arriva a scuola con qualcosa da mettere sul tavolo della natura.

Ecco dimostrata l’efficacia di questo “rinforzo” a cui ricorro ogni qualvolta vedo che un nuovo arrivo non suscita la curiosità sperata o che l'interesse generale si affievolisce.

Mi sono resa conto che il parlarne insieme si rivela una vera e propria strategia che risulta sempre molto valida: sarà la circolarità delle osservazioni, per il fatto che i miei interventi alimentano spunti per parlare, oppure solo perché la situazione viene percepita come importante, quasi solenne.

L'elemento a sorpresa

Un altro modo per mantenere vivo l’interesse, è quello di inserire nel tavolo della natura un elemento sorpresa. Uso questa strategia quando vedo che l’interesse non si espande naturalmente, non apre nuove “porte” verso ulteriori interessi.

Aggiungo, allora, sullo scaffale dedicato all’esposizione, qualcosa di speciale, direi inusuale e lo lascio lì, in attesa che qualche “curioso” lo trovi. Prima o poi qualcuno lo scopre: la comunità si anima e intorno alla scoperta riprende il piacere della ricerca e dello scambio.



Vi racconto ora alcuni piccoli episodi in cui ho utilizzato questo tipo di rinforzo.

Le conchiglie

Era arrivata una bella conchiglia, parecchi bambini l’hanno guardata, rigirata nelle mani; ma poi… niente. I bambini non andavano oltre, non era scattato quello stimolo spontaneo che porta a creare collegamenti, a voler raccontare l’esperienza personale (anche io …), a cercare sui libri il nome, ad interrogarsi su dove si trovano le conchiglie, a trovare immagini di altre conchiglie, o ancora a disegnarle, …

Ho deciso che era il momento di introdurre l’elemento a sorpresa.

Allora ho messo, senza farmene accorgere,  tre bellissime nuove conchiglie sullo scaffale e mi sono posta in attesa.

Le ha trovate Giancarlo, un bambino di 5 anni a cui non sfugge niente. Le guardava bene, ne toccava la superficie, ne esplorava l’interno, tentando di  infilare un dito dentro.

Io guardavo da lontano, senza dare nell’occhio.

Giancarlo ha continuato a lungo la sua esplorazione prendendo una conchiglia alla volta e sfiorandola con i polpastrelli per percepirne la ruvidezza. Era un gesto molto simile al tocco del materiale liscio-ruvido e Giancarlo lo stava ripetendo con tanta attenzione e concentrazione.

Naturalmente la sua attenzione non poteva passare inosservata. Altri bambini si erano avvicinati e hanno incominciato a scambiarsi le conchiglie, a guardarle da tutte le parti, ad esplorarle con i polpastrello ripetendo il gesto di Giancarlo.

Il gruppetto era lì, intento ad esplorare, ma anche a domandarsi chi le avesse portate.

Le ho portate io - ho risposto – perché voglio insegnarvi una magia”.

E, subito, ho preso in mano una conchiglia dal dorso e ho incominciato a ruotare il braccio.

I bambini mi guardavano, stupiti e silenziosi.

Poi ho portato la conchiglia all’orecchio e … si sente il rumore del mare.

Gli occhi brillavano, non serviva altro.

A turno, in grande silenzio (senza che io lo avessi chiesto), ognuno ha voluto provare. Chi non aveva la conchiglia in mano era intento a scrutare nel viso del compagno il momento della magia: infatti, appariva sempre un sorriso come segnale del suono percepito.

Intanto il gruppo di “curiosi” si era infoltito. L’interesse per le conchiglie era partito e devo dire è vivo ancora adesso.

Sono arrivate nuove conchiglie e con loro il racconto delle proprie esperienze personali. C’è chi continua ad “osservare” le conchiglie, ad esplorarle sensorialmente e ad ascoltarne il rumore del mare. Altri ricercano i nomi nei libri, della biblioteca del tavolo della natura (vedi l’organizzazione). Altri ancora continuano a cercare conchiglie sui libri (abbiamo anche una enciclopedia) richiamando l’attenzione dei compagni su qualche forma particolare: “Guarda questa, e questa, …..”. E’ nata anche una raccolta di disegni di conchiglie che stiamo organizzando in libretti.

Una collega mi ha regalato delle belle immagini di conchiglie trovate in un calendario. Sono dipinte con la tecnica dell’acquarello e ora sto organizzando una nomenclatura che permetta di abbinare le immagini a vere conchiglie, che sto cercando (al mercato; in negozi; da qualche amico appassionato di mare – le vie della provvidenza sono infinite!)

L’interesse per ora ci ha portato fino qui, chissà cosa altro può nascere…

La zucca

Andrea aveva visto a casa tagliare la zucca per fare il risotto e aveva notato che aveva dei grossi semi. Di sua iniziativa li ha portati a scuola e li ha messi nel barattolo dedicato alla raccolta dei semi.

Ero contenta che Andrea fosse riuscito a collegare il vissuto di casa con quello della scuola, già questo era per me un grande successo.

Avevo notato però che era un periodo “di stanca”. I bambini portavano il materiale, lo sistemavano sul tavolo con soddisfazione, ma poi non andavano oltre.

L’iniziativa di Andrea mi ha ispirato l’idea di portare la parte interna di una zucca luffa (chiamata anche zucca-spugna per la sua particolare struttura) perché ero sicura che avrebbe molto incuriosito i bambini. Per rendere la cosa più misteriosa ho curato che non si vedessero i semi.

Quindi zitta, zitta l'ho messa sul ripiano della mensola dedicato alla raccolta e l’ho lasciata lì aspettando che qualche “curioso” la scoprisse.

Dopo un po’ un bambino l'ha notata: “Ma questa cos'è?

Subito dopo altri bambini si sono avvicinati.

Io ascoltavo, senza parlare, le loro ipotesi.

Uno ha esclamato: “È una cosa che si fa in fabbrica”, un altro ha affermato “È una cosa che serve per dipingere, per dipingere i muri” (notando la somiglianza con il rullo del pittore); “Somiglia alla spugna che usa mia nonna per lavarsi!” ha aggiunto poi Matilde.

Dopo tante ipotesi i bambini mi hanno cominciato a guardarmi con aria interrogativa, cercando da me la risposta. Non ho soddisfatto subito la loro curiosità, ma li ho “stuzzicati” poggiando, senza parlare, la zucca-spugna su un tagliere e ne ho “affettato” un pezzetto in modo che si potessero vedere i semi all'interno. I bambini, ormai esperti nella raccolta dei semi, li hanno riconosciuti immediatamente, con grande soddisfazione.

L’ipotesi di un oggetto realizzato dall'uomo è quindi decaduta da sola: “Se ha i semi non è stata fatta in fabbrica, viene dalla natura!” Ha concluso saggiamente Elia.

I pareri sembravano esauriti e l’attesa era tutta rivolta verso di me, per una conferma: “Certo, viene dalla natura. È la parte interna di una zucca e questi sono i suoi semi”.

Ma non è finita qui: a qualcuno è venuto in mente di piantare dei semi in un vasetto per vedere se sarebbero nate delle nuove piantine. Io, a mia volta, ricollegandomi all'esperienza della nonna di Matilde, ho suggerito di provare a usarla per lavare la bambola.

La saponaria

Un altro esempio di un elemento sorpresa sono stati i semi della saponaria.

Non conoscevo questa pianta e l’ho scoperta per caso in un negozio che teneva in esposizione un sacco di iuta pieno di strane palline che sembravano essere di legno, ma una diversa dall’altra.

Dopo aver chiesto spiegazioni alla commessa, ho preso che si trattava invece dei semi della saponaria, pianta così chiamata per le proprietà detergenti dei suoi semi che ancora oggi si possono usare per lavarsi e per fare il bucato anche in lavatrice.

Ho pensato subito: sarà una novità anche per i bambini. Non so voi, ma io quando giro sono sempre alla ricerca di idee e di oggetti particolari per la mia classe.

Ho cercato un contenitore adeguato. Ho trovato una scatolina perfetta: in legno e suddivisa in piccoli scomparti come un portagioie.

Questa sistemazione dava un messaggio di importanza e permetteva di sistemare i semi in modo ordinato, non ammucchiati alla rinfusa. La scatola aveva inoltre un meccanismo di apertura inusuale che richiedeva una certa osservazione e costringeva ad aguzzare l'ingegno.

Nella mia esperienza ho spesso notato quanto sia importante offrire ai bambini oggetti inusuali o particolarmente belli.

Ho inserito ordinatamente 14 semi e ho poggiato la scatolina sullo scaffale.

Poi ho atteso che il solito curioso venisse a chiedermi spiegazioni in merito ed ero pronta a condividere con loro quanto mi aveva detto la commessa, sicura che sarebbero rimasti incantati scoprendo che esisteva anche un sapone naturale oltre ad una spugna fatta con la zucca.

Si è creata invece una situazione del tutto inaspettata: scoperta la scatola, un bambino ha preso fra le dita un seme e, dopo averlo esaminato con la lente di ingrandimento, ha pensato di scuoterlo e ha scoperto che dal suo interno proveniva un suono, così l'ha portato all'orecchio come se fosse un cilindro della scatola dei rumori (è questo un materiale sensoriale montessoriano).

Una novità così inattesa ha richiamato all'istante tutti gli altri bambini, che hanno iniziato a “suonare” i semi. Silvia, che è una bambina molto attenta, ha avuto l'idea di prendere un seme per ciascuna mano e ha iniziato a scuoterli per confrontare i suoni, esclamando: Maestra, maestra questi due hanno suoni uguali!

Mi è stato poi chiesto cosa fossero e come si chiamassero; devo confessare che, presa dall'entusiasmo, non ho resistito ed ho risposto immediatamente raccontando anche a cosa potevano servire. Ma l’interesse aveva preso un’altra strada: subito hanno dato il via, di loro iniziativa, all’attività di seriazione dei semi, scegliendo di suddividerli non in base alla loro forma, ma in base al tipo di suono che producevano.

Questa attività, nata spontaneamente, ha coinvolto tutti intensamente e si è rivelata molto più interessante di quello che avevo immaginato. Intorno al tavolo della natura, ancora una volta, i bambini hanno dimostrato autonome capacità di osservazione e di ricerca.

Le foglie di tabacco

Una delle attività più comuni legate al tavolo della natura consiste nel portare a scuola le foglie trovate in giro per esaminarle. Oltre a quelle che normalmente raccolgono i bambini, ho deciso di introdurne una foglia molto particolare per la sua forma stretta e lunga e la superficie vellutata: la foglia del tabacco.

Ne ho portate due, una grande e molto lunga e una più piccolina, le ho poggiante, prima che arrivassero i bambini, su un ripiano ben distese.
Il “curioso” che l'ha scoperta, dopo averla toccata ha esclamato: “Assomiglia allo straccio con cui papà lava la macchina”. Un altro ha confermato: “Si, si. Anche mia papà usa la pelle di asino” confondendola con la pelle di daino che si usa normalmente.

Rispondendo alle loro richieste ho spiegato che si trattava della foglia del tabacco, scatenando la reazione di
Ludovica che ha affermato risoluta: “Ma fa male fumare, la mia mamma quando fuma puzza.”
Dato il sospetto con cui è stata guardata la foglia dopo questa dichiarazione, ho preferito metterla in una cornice e farne un quadretto per abbellire la classe.
Non tutte le ciambelle riescono con il buco!

In conclusione, riassumo in forma schematica ciò che rende prezioso l’elemento a sorpresa:

permette di vivere la classe come uno spazio da scoprire;

invita alla passeggiata con gli occhi per cercare le “novità”

sviluppa la partecipazione e la complicità

porta ad una osservazione sempre più attenta

abitua a porsi interrogativi e a cercare delle risposte.

Conclusioni

Creare l’atmosfera per sostenere e sviluppare l’interesse è molto importante, soprattutto perché, almeno inizialmente, i bambini guardano e hanno subito l'impressione di aver visto tutto.
E’ difficile, nei primi approcci, che si fermino sui particolari o che facciano dei confronti minuziosi.

La funzione principale del tavolo della natura è sicuramente quella di educare gradualmente alla capacità di osservare, di soffermarsi sui particolari e di scoprirne sempre di nuovi.

Spesso crediamo che siano le novità a suscitare interesse. Ma non tutto ciò che è nuovo viene visto veramente; non è tanto la novità in sé a guidare lo sguardo, quanto la curiosità che nasce dall’abitudine all’osservazione e dal piacere di condividere ciò che si è visto con gli altri.

L’elemento a sorpresa lavora proprio in questo senso: non tutto deve essere “schiacciato” dal protagonismo o dalla presentazione dell’adulto.

 

E’ fondamentale che i bambini trovino da soli gli elementi sorprendenti avendo la sensazione di averli scoperti in prima persona perché questo costituisce la chiave che permette di affinare la loro capacità di cogliere ciò che avviene intorno a sé.

 

 

Torna al Tavolo della natura

Le fasi del tavolo
della natura

Questo è l’elenco le diverse fasi del tavolo della natura: in rosso  le parti già trattate e in grigio quelle da sviluppare.

I Fase:  dell’esperienza

La premessa
L’organizzazione
Raccolta-osservazione
I “rinforzi”
Gli esperimenti spontanei
Le attività

I primi esperimenti
Le piante in classe
Le piante in giardino

II Fase: Le attività parallele

L’orto
Le piante officinali
Altre attività

III Fase: L’informazione scientifica

Le lezioni di nomenclatura
Le lezioni sulle funzioni
Esperimenti guidati
I cartelloni “impressionistici”
Schede per esperimenti ripetibili a piacere

Esperienze nel laboratorio Montessori

Le lettere si possono toccare, punzonare ... tante occasioni manuali per assorbirle gioiosamente.

 

Un occhio che si allena a percepire la gradazione delle misure, insieme ad una mano molto leggera, serve per realizzare costruzioni in equilibrio.

 

Una lavagna speciale per esercitarci e contattare serenamente l'errore.

Impariamo a cucire: scopriamo come misurare il filo necessario, come infilare l'ago, come centrare il punto esatto, ...

 

Il riconoscimento delle figure geometriche è un importante esercizio preliminare di prelettura ... ma che passione realizzare una striscia lunga, lunga ...

 

Ancora forme geometriche, ma le possibilità di composizione sono infinite ...

 

Ancora una costruzione con il materiale scientifico Montessori. Ecco la necessità di attivare tante attenzione, tanta leggerezza nelle dita, tanta concentrazione ... 

 

Esperienze nel laboratorio di falegnameria

 

Una rastrelliera ordinata dove scegliere gli attrezzi

 

Il tavolo da lavoro

Bambini all'opera


 

Cosa dice chi ha frequentato i nostri corsi online:

 

Alessandra di Treviso (corso online educatori)

Il corso per educatori della prima infanzia on-line tenuto dalla docente Prisca Melucco è stato il percorso formativo più completo intrapreso fino ad ora. 

Ho 37 anni e di aule ne ho visitate più di qualcuna, ma è in quella virtuale di Montessorinpratica che ho sperimentato la vera formazione: non solo informazioni teoriche da parte dell’insegnante (riflessioni sul pensiero di Maria Montessori che tutte le partecipanti erano invitate a commentare, ciascuna in relazione alle rispettive realtà), ma anche dimostrazioni pratiche riprese in diretta con la webcam e testimonianze delle corsiste condivise attraverso racconti, foto, video.

La forza di quest’esperienza on-line è stata a mio avviso l’interazione continua tra docente e partecipanti che ha portato alla messa a nudo di quest’ultime, all’apprendimento le une dalle altre e alla possibilità di mettere in pratica nell’immediato le tecniche acquisite di lezione in lezione.

Uno scambio motivante e coinvolgente che mai in un corso in presenza ho potuto sperimentare.

Grazie Prisca!!

 

Claudia di Cesena (corso linguaggio e corso educatori)

A mio parere questo è un corso che ci fa entrare nel mondo Montessori e metterne subito in pratica non solo le regole, ma anche la filosofia che ne sta alla base .

Capire il perché delle regole fondamentali del metodo, sentire il bisogno che c’è di rispettare e credere nel bambino, vivere i pensieri di Maria Montessori, ci dà la forza di cambiare l’approccio tradizionale all’educazione.

Impariamo che il nostro ruolo non è quello di insegnare, ma piuttosto quello di accompagnare il bambino nel suo percorso. Le piccole verifiche fatte attraverso il gioco non sono più uno strumento per capire quanto sia stato bravo il bambino, ma diventa un’analisi di noi stessi fondamentale per comprendere se e quando proseguire. L’errore diventa un amico che deve accompagnare il bambino nella sua vita come supporto all’apprendimento.

La modalità online è un’opportunità unica di partecipare ad un corso, non essendo nella mia città la possibilità di partecipare a corsi di formazione. Questo corso online ci permette di analizzare noi stessi attraverso la condivisione di esperienze pratiche di tutti i partecipanti. Mi affascina l'utilizzo di  mezzi multimediali, che vengono supportate dalla supervisione e coordinamento di professionisti montessoriani.

 

Barbara di Padova - Isolina Montessoriana
(corso educatori)

Per me il corso on line è stata un'opportunità unica, che mi ha permesso di imparare e sperimentare l'esperienza montessoriana al nido. Visione di video, consigli pratici e confronti continui hanno dato inizio ad un cammino che ancora oggi sto facendo, riconsultando i libri letti durante il corso e integrando con l'esperienza l'album, strumento dinamico di lavoro.

 

Ilaria di Vicenza
(corso educatori)

Sono arrivata all’incirca a metà del corso online 0-3 di MontessoriInPratica e, anche se mi è stato chiesto, posso dire che è con estremo piacere che scrivo questo commento perché voglio dire che mi ha dato già tanto….

Innanzitutto mi ha dato la possibilità di conoscere due persone stupende che sono Prisca e Simona, che devo dire trasmettono entusiasmo e amore per il loro lavoro in un modo commovente, poi ho conosciuto le ragazze che frequentano il corso e la cosa è stata molto strana…

Siamo partite che eravamo delle perfette estranee, sapevamo le une delle altre la provenienza, il percorso di studi, professionale e di vita che ci aveva portate qui ma era tutto molto freddo, guardando quei visi mai avrei creduto di trovare delle amiche con cui condividere disavventure, problematiche, gioie e dolori del nostro lavoro, con cui ridere e scherzare in maniera spontanea guardando uno schermo di un computer… Incredibile!!!

Questo corso è molto impegnativo!

Io ho un nido-famigliare, ho una famiglia e due bimbi di 6 e 3 anni…
Non è facile perché non ci sono sconti, Prisca e Simona se possono ti facilitano ma non permettono che tu esca dal corso senza sapere…

Però proprio per questo ed altri motivi i soldi dati per questo corso sono stati ben spesi e vale assolutamente la pena soffrire questo sacrificio e portare a casa un metodo che è oro puro…

Io in mezzo anno ho visto trasformato il mio nido, i bambini che gestisco ed ho acquisito una più profonda consapevolezza verso il mio lavoro che amo sempre più…

Non so immaginare cosa possa accadere nell’altra metà di corso che mi attende….

Grazie!

 

Lucia di Lonigo 
(corso matematica)

Il mio vissuto: meno inadeguatezza + stupore.

In pratica ho ritrovato la dignità del mio essere insegnante, "semplicemente" nell'essere ponte fra il bambino e il materiale, accompagnandolo con rispetto nel suo percorso, gioiendo con lui per le sue conquiste, nella certezza che questo metodo ha basi scientifiche. 

Prima, negli aggiornamenti di matematica, ci venivano presentate strategie sperimentali, a volte prese direttamente dal percorso della scuola primaria, chiedendo a noi di adattarle ... 
Il senso di incertezza era forte: avrò agito in modo giusto?
Ma non c'erano risposte...
Ora invece sento che mi sono incamminata su una buona strada e procedo tranquilla!

 

Erika di Padova
(corso educatori)

Da un punto di vista metodologico ritengo il corso online innovativo in quanto si sperimenta una nuova relazione con i colleghi e con i docenti e più comoda per certi versi, visto che non serve spostarsi da casa.

Dal punto di vista dei contenuti mi ha sorpreso positivamente il livello di approfondimento non solo teorico, ma anche pratico e concreto fin nei dettagli, con video, foto, indicazioni per costruire i materiali, scambio e confronto su esperienze, visite guidate “in diretta” alle altre realtà, … Insomma, stiamo arrivando al termine del Corso con una valigia piena di riferimenti…

Grazie allo stimolo, al sostegno e alla grande competenza delle docenti, il corso, per così dire, è diventato pian piano per me uno spazio più ampio di riflessione, e a volte di revisione, sul mio e nostro agire, sul nostro relazionarci con i bimbi che incontriamo tutti i giorni.

Un invito a migliorare e la consapevolezza che la vera autoeducazione è un percorso!!

 

Gloria di Lugano
(corso educatori)

La nostra società si evolve ed è importante andare avanti a passo coi tempi.
Benché la pedagogia Montessori sia ormai presente in tutto il mondo, è ancora difficile trovare dei corsi Montessori nella nostra città quando ci servono.
Questo è stato il mio caso e il corso online è stata per me la soluzione perfetta.

Pensavo, infatti, di dovermi già fare molti chilometri tutti i weekend, invece è stato meraviglioso arrivare a casa e dover solo accendere il computer e la mattina, svegliarsi con calma, fare colazione e accendere il computer ed eccomi connessa con Roma.

Ma forse l’aspetto più emozionante è stato proprio quello di conoscere gente proveniente da tutti gli angoli dell’Italia….e per me, vendendo dalla Svizzera, sentire tutti quegli accenti era meraviglioso. 

Ora ho dei contatti interessanti che chissà un domani potrebbero tornarmi utili: qualcuno con un bagaglio simile al mio, qualcuno con cui confrontarmi.

Prisca, infatti, è stata sbalorditivamente brava a creare un gruppo, a farci conoscere, a valorizzare i nostri potenziali, nonostante le barriere che ci possono essere con un corso online, e dandoci sempre spazio per parlare e fare domande.

Al contrario poi dei dubbi che inizialmente si possono avere pensando di iscriversi ad un corso online, posso assicurare che non si perde niente rispetto ad uno frontale classico.
Prisca è sempre riuscita a dare al corso un aspetto molto pratico e concreto, mostrandoci i materiali e i loro utilizzi con grande precisione.

Anche l’aspetto teorico è stato curato con molto riguardo, assicurandosi sempre che quanto leggevamo venisse compreso e discutendone insieme i contenuti.

Conoscere Prisca è stato per me di enorme aiuto, un mentore nel mio percorso professionale, una persona a cui chiedere consiglio nel momento del dubbio. Sempre disponibile, con un grande carisma e tanto entusiasmo nell’insegnare.

L’impegno di questo corso non è da poco, sia per la creazione pratica del materiale, per la rielaborazione delle lezioni e per l’approfondimento teorico. Ma ritengo che ogni cosa sia stata fatta equilibrata al punto giusto, impegnativa si, ma non più del fattibile.

Inoltre, ogni esperienza e compito è stata fondamentale per poter crescere professionalmente e non mi sono mai trovata a dover fare qualche cosa che ritenessi essere solamente una perdita di tempo, un eseguire qualche cosa richiesta solo per prassi.

Il momento più emozionante?
Dopo un anno di corso, dopo aver conosciuto le persone ognuna col proprio carattere online…..incontrarci dal vivo!

Vederci in pelle e ossa, stupirci con quanto fossero alte o basse le persone e con le proprie particolarità fisiche che sullo schermo spesso perdevamo.
È stato strano incontrare delle persone che già mi sembrava di conoscere, ma che per la prima volta incontravo dal vero.

Un’esperienza formativa professionalmente e personalmente che consiglio a chiunque!