Perché MontessoriInPratca

Siamo un gruppo di educatori, insegnanti, psicologhe, genitori...
... siamo coscienti che Montessori è uno stile di vita, un guardare gli altri, ma sopratutto i bambini con fiducia ...

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Alcune iniziative per avvicinare educatori ed insegnanti al Montessori ...

I NOSTRI CORSI MONTESSORI

 

 

Scarica le informazioni cliccando sulla freccia:

  • CORSO MONTESSORI PER EDUCATORI - aprile 2016

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  • APPROCCIO MONTESSORI PER LO SVILUPPO DELLA MENTE MATEMATICA - previsto settembre 2016

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  • APPROCCIO MONTESSORI SCRITTURA E LETTURA - previsto settembre 2016

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  • APPROCCIO MONTESSORI ALLA CURA DELL'AMBIENTE E AL MATERIALE SENSORIALE - primo livello

  nota informativa

  • LA BOTANICA ATTRAVERSO L'ORGANIZZAZIONE DEL TAVOLO DELLA NATURA - marzo 2016

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  • CORSO MONTESSORI PER BABY SITTER

 apri pagina dedicata a W LA TATA

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LE NOSTRE ASSISTENZE TECNICHE

  • in una scuola già funzionante
  • in un progetto per aprire una nuova scuola

 ... perché tante sono le occasioni in cui anche un piccolo aiuto di un esperto può essere l'avvio per modificare in positivo situazioni problematiche ...

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LA SCUOLA E LA FAMIGLIA SI INCONTRANO SUI TEMI FORTI

Per approfondire le vostre conoscenze sul bambino proponiamo incontri formativi a tema aperti ai genitori, educatori, insegnanti ...

Prendiamo ad esempio l'aggressività: non è un problema comune? Come affrontarlo in senso montessoriano? Quali soluzioni proporre?

 a breve i nuovi titoli e le nuove date

Mondo Montessori

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Incastri solidi: un materiale di sviluppo

Ecco un video, scaricato da You Tube, che può essere di grande aiuto.


Sonia sta interagendo, allegra e ben determinata, con l'ncastro solido fino-grosso, uno dei primi materiali Montessori che si offrono ai bambini.
Cosa sta facendo?
Ha tirato fuori tutti i cilindri e sta infilandoli nella base, cercando la corrispondenza tra vuoto e pieno.

Voi potete pensare: “Quale novità rispetto ai tanti giochi, anche molto simili, che si trovano in commercio? Non è come un semplice puzzle?"

Analizziamo nel dettaglio il materiale e il suo uso, alla ricerca di ciò che lo rende speciale.

L’esplorazione
Anche se ben visibili nel video, vi descrivo brevemente i  vari pezzi che compongono l'incastro:

  • una base di legno massiccio di dimensioni importanti per un bambino: lungo 55 centimetri, alto 11 e largo 8;
  • nella base sono scavati 10 fori cilindrici di uguale profondità (10 cm) e con diametri che decrescono regolarmente da 10 a 1 cm;
  • 10 cilindri di legno, estraibili facilmente attraverso un bottoncino,  ciascuno dei quali corrisponde esattamente ad uno dei fori, nel quale può essere infilato agevolmente;
  • L’insieme di ogni sostegno con i relativi cilindretti ha l’apparenza di un comune “portapesi” delle bilance (SB, p. 136).
  • Oltre all'incastro fino - grosso, presente nel video, sono disponibili gli incastri piccolo - grande; alto - basso.

Tutto il materiale Montessori è stato pensato per attivare il più possibile la risposta del bambino. E’ come se fosse stato fatto per dire: fai, prova, sperimenta!

Sonia mostra con evidenza il suo interesse nel cercare la corrispondenza tra vuoto e pieno. Ma il suo "infilare" non potrà essere casuale: i fori inseriti nella base sono in gradazione esatta e la sistemazione dei pezzi andrà a ricostruire necessariamente questa gradazione. Nel gergo montessoriano diciamo che questo materiale ha insito il controllo dell’errore.

Questo significa che è il materiale stesso (come ancora il video mostra chiaramente) che guida l’azione e spinge Sonia a ripeterla fino al raggiungimento del successo. Infatti, quando le avanza un pezzo (perché non entra nel foro rimasto vuoto) la bambina si accorge di aver sbagliato e cerca da sola la correzione.

Ecco, mentre Sonia “traffica” con i cilindri, mentre ricerca il giusto incastro per ciascuno di essi, le arrivano dei messaggi importanti:

  • esiste una gradualità tra due qualità opposte;
  • fino – grosso sono qualità opposte che possono corrispondere agli estremi di una unica serie;
  • un cilindro può essere anche troppo grosso  (quando non entra nel foro) o troppo fino  (quando rimane spazio intorno);
  • la qualità di ciascun cilindro è relativa: più grosso di… o più fino di…

Successivamente, gli incastri potranno essere messi in fila, fuori, indipendentemente dall’incastro.
Allora la gradazione diventa evidente ed è solo l’occhio, ora, che può controllare l’errore, non più i fori dell’incastro.
Nessun problema: ormai l’occhio sarà  diventato più attento e più esperto.

Il confronto tra le due qualità evidenziate dall’incastro (grossofino) avviene attraverso più sensi.
Con questo materiale sono gli occhi che colgono le differenze più marcate, ma anche le mani possono percepire la diversità delle dimensioni dei cilindri e del loro peso (anche per questo il legno è un elemento essenziale).

Il passaggio alla generalizzazione
L’incastro presenta una gradazione. Ha dunque agli estremi il “massimo” e il “minimo” della serie (…). Questi due estremi, se avvicinati, dimostrano la differenza più palese che esista nella serie e perciò stabiliscono il più spiccato contrasto che sia reso possibile col materiale. Il “contrasto” essendo rilevante rende evidenti le differenze e il bambino, anche prima di esercitarsi è capace di interessarsene (SB, p. 111).

La marcata differenza tra i due cilindri estremi rende immediatamente palpabile la specifica qualità sensoriale della dimensione. Quando ai due cilindri vengono associati i nomi, grosso e fino,  essi divengono l’espressione materiale dei rispettivi concetti.

Il nome (quindi la categoria verbale) viene calata sull’oggetto dopo che il bambino ha esplorato sensorialmente il materiale e ne ha “assorbito” le caratteristiche.
 

È  a questo punto che avviene la scoperta della corrispondenza tra due categorie: verbale e sensoriale. A ciascuno dei due cilindri viene dato rispettivamente il nome: grosso - fino.

Così, il nome evoca la categoria non per associazione passiva, ma attraverso l’esperienza attiva che ha permesso di sentire e di assorbire le caratteristiche fisiche dei due oggetti. 
Quei cilindri saranno, d’ora in avanti, chiamati “grosso” e “fino”:
        “è caduto fino”;
        “portami grosso”;
        “dove sta fino?”…
I due pezzi assumono così la rappresentanza di una categoria verbale diventando, di fatto, la rappresentazione materializzata dei due concetti.

Stiamo prendendo come esempio l'incastri che ha in mano Sonia, ma similmente avviene anche per gli   gli altri incastri.

Non siamo ancora ad un concetto astratto, indipendente dall’oggetto cilindro e quindi generalizzabile da parte del bambino (l’età non lo permette, perché è una conquista che avverrà successivamente).
Ma  è un punto di partenza e di riferimento, rispetto al quale il bambino continua ad avanzare con più sicurezza nel processo di riordino delle tante esperienze che ha fatto, sta facendo e farà.

Discriminazione sensoriale
Ma gli incastri solidi offrono molto di più. La bambina nel video mostra ancora qualche difficoltà  nel trovare le corrispondenze esatte tra pezzi i cui diametri differiscono tra loro solo di un centimetro.
Lei, ha quasi superato la necessità di procedere per tentativi e riconosce abbastanza le differenze solo attraverso lo sguardo:  a questo punto il cilindro che “entra giusto” assume solo il ruolo di conferma. Appare evidente come questo materiale permetta di esercitare una discriminazione visiva e tattile piuttosto avanzata e rappresenti una occasione per allenare l’occhio a cogliere differenze sempre più piccole.


piccolo - grande

La ripetizione dell’esercizio
È evidente che Sonia non era la prima volta che giocava con quell’incastro.
Aveva fatto già un passaggio importante: quando mi avanza un pezzo significa che ho sbagliato. Devo cercare dove ho sbagliato.
Infatti, succede spesso che il bambino, finito di ordinare tutti i pezzi nell’incastro, li toglie nuovamente e rincomincia da capo a ricercare le corrispondenze. E questo non una, ma molte e molte volte.

In questa ripetizione dell’esercizio (altro gergo montessoriano) sta la specificità di questo materiale, che permette di chiamarlo scientifico.
Scientifico, proprio perché è studiato in modo da corrispondere a dei bisogni profondi di ordine mentale che il bambino sta in quel momento costruendo nella sua mente.

Nel suo uso, si mettono in gioco i concetti di corrispondenza, di sbagliato-giusto, di gradazione, di fino-grosso, di più fino come di più grosso
Si sperimenta nelle mani la sensazione tattile di oggetti (di legno) che gradualmente decrescono o, all’incontrario, crescono nelle dimensioni.
L’occhio osserva e valuta foro e cilindro e la mano, “abbracciando” l’oggetto, ne percepisce la dimensione
Si crea così una importante connessione tra il senso visivo e tattile che si conclude con una chiaro messaggio perché tutto torna al suo posto.

Per tutto questo il bambino tende ad utilizzare tante e tante volte questo materiale, perché ogni volta questo gli pone una piccola sfida da superare.


Le sfide possono crescere in corrispondenza della sua abilità ed ecco che, attraverso diversi graduali passaggi, questo stesso materiale può essere usato per abilità sempre maggiori fino ad essere ricomposto anche… ad occhi chiusi.

 

All’interno di un sistema
Non è come un semplice puzzle?
Posso  rispondere tranquillamente: No.

Soprattutto perché l’incastro che ha in mano Sonia non offre una attività fine a se stessa, che si esaurisce nel riordino dei cilindri.
Quell’incastro è strettamente collegato alle esperienze sensoriali che altri incastri simili permettono di sviluppare.

 

Infatti, come abbiamo visto, oltre all’incastro fino e grosso, c’è l’incastro per piccolo e grande e per alto e basso. Quindi sono rappresentati materialmente i tre concetti basilari che regolano la costruzione spaziale di ciascun oggetto.
È nella esplorazione e nella relazione tra i tre incastri che si vanno a mettere le basi per una chiara rappresentazione mentale delle tre coordinate spaziali e delle loro relazioni.

Il bambino trova questi oggetti poggiati uno vicino all’altro. Apparentemente sono molto simili, solo un occhio già esperto distingue la diversità delle linee che delimitano l’incastro inserito nella base. All’apparenza sono tre basi di legno con 10 piroli ciascuna. Ma è l’azione, e solo l’azione che svela la differenza!
Solo quando si sollevano i cilindri, essi mostrano il loro “segreto”, cioè la differenza nella dimensione e il differente tipo di corrispondenza tra vuoto e pieno.

Ma il “lavoro” esplorativo, sensoriale, mentale non è relegato solo a questo aspetto; infatti, attraverso tutta una serie di materiali è possibile per il bambino entrare in contatto con le caratteristiche dei nostri cinque sensi. E’ come una rete che si allarga, per dare chiarezza e sicurezza nella relazione con gli oggetti e le coordinate del mondo che la natura stessa spinge il bambino ad esplorare. (vedi Elenco dei materiali Montessori).

Si trova in commercio anche un quarto incastro solido pensato dalla Montessori, che rappresenta largo-basso; alto-fino  e che, generalmente, si offre ai bambini dopo i primi tre.

La concentrazione
Il materiale Montessori è anche un’occasione particolare per esercitare qualcosa di molto prezioso: l’approccio alla concentrazione.
Quando la bambina, come nel video, si impegna a trovare le corrispondenze (o si impegna a ricercare la soluzione quando si accorge di un errore) si immerge in quello che sta facendo.
Non so se possiamo definirla una vera e propria concentrazione. Ma certo quella bambina sta esplorando e prendendo contatto con la propria capacità di attenzione e di focalizzazione dell’interesse.

E ai tempi di oggi, non mi sembra poca cosa da poter offrire ai nostri bambini!

 

Mi è stato proprio impossibile descrivere brevemente la complessità dei materiali Montessori.
Quindi per non fare pagine troppo lunghe e per forza indigeste, ho fatto la scelta di suddividere l'argomento in più pezzi.
per aiutarvi inserisco nuovamente la mappa messa nella home:

di Prisca Melucco

Esperienze nel laboratorio Montessori

Le lettere si possono toccare, punzonare ... tante occasioni manuali per assorbirle gioiosamente.

 

Un occhio che si allena a percepire la gradazione delle misure, insieme ad una mano molto leggera, serve per realizzare costruzioni in equilibrio.

 

Una lavagna speciale per esercitarci e contattare serenamente l'errore.

Impariamo a cucire: scopriamo come misurare il filo necessario, come infilare l'ago, come centrare il punto esatto, ...

 

Il riconoscimento delle figure geometriche è un importante esercizio preliminare di prelettura ... ma che passione realizzare una striscia lunga, lunga ...

 

Ancora forme geometriche, ma le possibilità di composizione sono infinite ...

 

Ancora una costruzione con il materiale scientifico Montessori. Ecco la necessità di attivare tante attenzione, tanta leggerezza nelle dita, tanta concentrazione ... 

 

Esperienze nel laboratorio di falegnameria

 

Una rastrelliera ordinata dove scegliere gli attrezzi

 

Il tavolo da lavoro

Bambini all'opera


 

Cosa dice chi ha frequentato i nostri corsi online:

 

Alessandra di Treviso (corso online educatori)

Il corso per educatori della prima infanzia on-line tenuto dalla docente Prisca Melucco è stato il percorso formativo più completo intrapreso fino ad ora. 

Ho 37 anni e di aule ne ho visitate più di qualcuna, ma è in quella virtuale di Montessorinpratica che ho sperimentato la vera formazione: non solo informazioni teoriche da parte dell’insegnante (riflessioni sul pensiero di Maria Montessori che tutte le partecipanti erano invitate a commentare, ciascuna in relazione alle rispettive realtà), ma anche dimostrazioni pratiche riprese in diretta con la webcam e testimonianze delle corsiste condivise attraverso racconti, foto, video.

La forza di quest’esperienza on-line è stata a mio avviso l’interazione continua tra docente e partecipanti che ha portato alla messa a nudo di quest’ultime, all’apprendimento le une dalle altre e alla possibilità di mettere in pratica nell’immediato le tecniche acquisite di lezione in lezione.

Uno scambio motivante e coinvolgente che mai in un corso in presenza ho potuto sperimentare.

Grazie Prisca!!

 

Claudia di Cesena (corso linguaggio e corso educatori)

A mio parere questo è un corso che ci fa entrare nel mondo Montessori e metterne subito in pratica non solo le regole, ma anche la filosofia che ne sta alla base .

Capire il perché delle regole fondamentali del metodo, sentire il bisogno che c’è di rispettare e credere nel bambino, vivere i pensieri di Maria Montessori, ci dà la forza di cambiare l’approccio tradizionale all’educazione.

Impariamo che il nostro ruolo non è quello di insegnare, ma piuttosto quello di accompagnare il bambino nel suo percorso. Le piccole verifiche fatte attraverso il gioco non sono più uno strumento per capire quanto sia stato bravo il bambino, ma diventa un’analisi di noi stessi fondamentale per comprendere se e quando proseguire. L’errore diventa un amico che deve accompagnare il bambino nella sua vita come supporto all’apprendimento.

La modalità online è un’opportunità unica di partecipare ad un corso, non essendo nella mia città la possibilità di partecipare a corsi di formazione. Questo corso online ci permette di analizzare noi stessi attraverso la condivisione di esperienze pratiche di tutti i partecipanti. Mi affascina l'utilizzo di  mezzi multimediali, che vengono supportate dalla supervisione e coordinamento di professionisti montessoriani.

 

Barbara di Padova - Isolina Montessoriana
(corso educatori)

Per me il corso on line è stata un'opportunità unica, che mi ha permesso di imparare e sperimentare l'esperienza montessoriana al nido. Visione di video, consigli pratici e confronti continui hanno dato inizio ad un cammino che ancora oggi sto facendo, riconsultando i libri letti durante il corso e integrando con l'esperienza l'album, strumento dinamico di lavoro.

 

Ilaria di Vicenza
(corso educatori)

Sono arrivata all’incirca a metà del corso online 0-3 di MontessoriInPratica e, anche se mi è stato chiesto, posso dire che è con estremo piacere che scrivo questo commento perché voglio dire che mi ha dato già tanto….

Innanzitutto mi ha dato la possibilità di conoscere due persone stupende che sono Prisca e Simona, che devo dire trasmettono entusiasmo e amore per il loro lavoro in un modo commovente, poi ho conosciuto le ragazze che frequentano il corso e la cosa è stata molto strana…

Siamo partite che eravamo delle perfette estranee, sapevamo le une delle altre la provenienza, il percorso di studi, professionale e di vita che ci aveva portate qui ma era tutto molto freddo, guardando quei visi mai avrei creduto di trovare delle amiche con cui condividere disavventure, problematiche, gioie e dolori del nostro lavoro, con cui ridere e scherzare in maniera spontanea guardando uno schermo di un computer… Incredibile!!!

Questo corso è molto impegnativo!

Io ho un nido-famigliare, ho una famiglia e due bimbi di 6 e 3 anni…
Non è facile perché non ci sono sconti, Prisca e Simona se possono ti facilitano ma non permettono che tu esca dal corso senza sapere…

Però proprio per questo ed altri motivi i soldi dati per questo corso sono stati ben spesi e vale assolutamente la pena soffrire questo sacrificio e portare a casa un metodo che è oro puro…

Io in mezzo anno ho visto trasformato il mio nido, i bambini che gestisco ed ho acquisito una più profonda consapevolezza verso il mio lavoro che amo sempre più…

Non so immaginare cosa possa accadere nell’altra metà di corso che mi attende….

Grazie!

 

Lucia di Lonigo 
(corso matematica)

Il mio vissuto: meno inadeguatezza + stupore.

In pratica ho ritrovato la dignità del mio essere insegnante, "semplicemente" nell'essere ponte fra il bambino e il materiale, accompagnandolo con rispetto nel suo percorso, gioiendo con lui per le sue conquiste, nella certezza che questo metodo ha basi scientifiche. 

Prima, negli aggiornamenti di matematica, ci venivano presentate strategie sperimentali, a volte prese direttamente dal percorso della scuola primaria, chiedendo a noi di adattarle ... 
Il senso di incertezza era forte: avrò agito in modo giusto?
Ma non c'erano risposte...
Ora invece sento che mi sono incamminata su una buona strada e procedo tranquilla!

 

Erika di Padova
(corso educatori)

Da un punto di vista metodologico ritengo il corso online innovativo in quanto si sperimenta una nuova relazione con i colleghi e con i docenti e più comoda per certi versi, visto che non serve spostarsi da casa.

Dal punto di vista dei contenuti mi ha sorpreso positivamente il livello di approfondimento non solo teorico, ma anche pratico e concreto fin nei dettagli, con video, foto, indicazioni per costruire i materiali, scambio e confronto su esperienze, visite guidate “in diretta” alle altre realtà, … Insomma, stiamo arrivando al termine del Corso con una valigia piena di riferimenti…

Grazie allo stimolo, al sostegno e alla grande competenza delle docenti, il corso, per così dire, è diventato pian piano per me uno spazio più ampio di riflessione, e a volte di revisione, sul mio e nostro agire, sul nostro relazionarci con i bimbi che incontriamo tutti i giorni.

Un invito a migliorare e la consapevolezza che la vera autoeducazione è un percorso!!

 

Gloria di Lugano
(corso educatori)

La nostra società si evolve ed è importante andare avanti a passo coi tempi.
Benché la pedagogia Montessori sia ormai presente in tutto il mondo, è ancora difficile trovare dei corsi Montessori nella nostra città quando ci servono.
Questo è stato il mio caso e il corso online è stata per me la soluzione perfetta.

Pensavo, infatti, di dovermi già fare molti chilometri tutti i weekend, invece è stato meraviglioso arrivare a casa e dover solo accendere il computer e la mattina, svegliarsi con calma, fare colazione e accendere il computer ed eccomi connessa con Roma.

Ma forse l’aspetto più emozionante è stato proprio quello di conoscere gente proveniente da tutti gli angoli dell’Italia….e per me, vendendo dalla Svizzera, sentire tutti quegli accenti era meraviglioso. 

Ora ho dei contatti interessanti che chissà un domani potrebbero tornarmi utili: qualcuno con un bagaglio simile al mio, qualcuno con cui confrontarmi.

Prisca, infatti, è stata sbalorditivamente brava a creare un gruppo, a farci conoscere, a valorizzare i nostri potenziali, nonostante le barriere che ci possono essere con un corso online, e dandoci sempre spazio per parlare e fare domande.

Al contrario poi dei dubbi che inizialmente si possono avere pensando di iscriversi ad un corso online, posso assicurare che non si perde niente rispetto ad uno frontale classico.
Prisca è sempre riuscita a dare al corso un aspetto molto pratico e concreto, mostrandoci i materiali e i loro utilizzi con grande precisione.

Anche l’aspetto teorico è stato curato con molto riguardo, assicurandosi sempre che quanto leggevamo venisse compreso e discutendone insieme i contenuti.

Conoscere Prisca è stato per me di enorme aiuto, un mentore nel mio percorso professionale, una persona a cui chiedere consiglio nel momento del dubbio. Sempre disponibile, con un grande carisma e tanto entusiasmo nell’insegnare.

L’impegno di questo corso non è da poco, sia per la creazione pratica del materiale, per la rielaborazione delle lezioni e per l’approfondimento teorico. Ma ritengo che ogni cosa sia stata fatta equilibrata al punto giusto, impegnativa si, ma non più del fattibile.

Inoltre, ogni esperienza e compito è stata fondamentale per poter crescere professionalmente e non mi sono mai trovata a dover fare qualche cosa che ritenessi essere solamente una perdita di tempo, un eseguire qualche cosa richiesta solo per prassi.

Il momento più emozionante?
Dopo un anno di corso, dopo aver conosciuto le persone ognuna col proprio carattere online…..incontrarci dal vivo!

Vederci in pelle e ossa, stupirci con quanto fossero alte o basse le persone e con le proprie particolarità fisiche che sullo schermo spesso perdevamo.
È stato strano incontrare delle persone che già mi sembrava di conoscere, ma che per la prima volta incontravo dal vero.

Un’esperienza formativa professionalmente e personalmente che consiglio a chiunque!